Mangiare bene rende anche più belli

Oggi i tempi sono maturi, tanto per rifarsi al mondo vegetale, e così la pratica del digiuno assieme
ad un regime dietetico vegancrudista è l’unica chance che abbiamo di salvarci.
È sintomatico che persone appartenenti a ceti sociali e livelli culturali differenti siano accumunate da medesime necessità; smettere di fumare, mangiare di meno, più sano, dimagrire, fare dell’attività fisica.
È come se la memoria più recondita del nostro genoma ci implorasse di fermarci perché al limite della sua capacità di adattamento e sopportazione.
Le tecniche Sheltoniane e quelle Bircheriane, da due dei padri fondatori del digiunismo moderno, dimostrano come l’apertura mentale e il coraggio terapeutico paghino sempre.

Digiuno e frutta in alternanza sistematica si confermano panacea vera e straordinaria non solo per dimagrire, ma per prevenire ogni male.

In parole povere questo regime consente l’esaltazione del sistema immunitario, la piena ripresa dei processi di eliminazione e detossicazione, forse sopiti da troppo tempo.
È giusto evidenziare, farlo entrare nella mente della gente, e possibilmente anche in quella degli stessi medici, almeno di quelli meno recalcitranti, più attenti alla verità
e non solo ai propri dogmi di comodo e convenienza.
Mangiare sano, alternare cibo biologico e digiuno fa diventare davvero più giovani e più belli, più reattivi ai veleni, e dunque più forti e resistenti ai continui insulti del mezzo ambiente.

vegan_dietDiventare vegancrudisti non è una moda di comodo, ma una scelta di campo decisa e netta, certamente un salto di qualità. 

Si tratta di scartare molte cose e di abbracciarne poche altre.
E’ la decisione di restare sani e puliti per sempre, non per una settimana o un mese. Folgorazione sulla via di Damasco! Assolutamente vietato riprendere le vecchie abitudini, bere, fumare, andare alla ricerca di cadaverina nei vari fast food, tanto accoglienti, puliti e simpatici in apparenza, quanto lugubri, sporchi e cimiteriali nei contenuti concreti.
È chiaro che nella realtà del vivere giornaliero nessuno rispetta le regole al cento per cento, tuttavia lo strappo della cena con gli amici nel week end può essere facilmente ricucìto osservando queste norme di igiene alimentare. È un meccanismo imprescindibile che bisogna innanzitutto innescare e fare proprio, da qui in poi il miracolo della forza vitale, che sovrintendente ad ogni cosa, avverrà da se.
Non ci si rende conto che ogni notte avviene un digiuno naturale ed una fase detossificante che si protrae, più o meno, dalle 3 del mattino a mezzogiorno.
In termini circadiani il corpo digiuna ed elimina quotidianamente, ma non riesce a farlo nel modo migliore perché il sistema immunitario è mortalmente stressato, depotenziato da un’alimentazione tossica nella qualità e nella modalità.

Il non eliminare le scorie acide, l’intasarsi continuo, non è poi privo di conseguenze assai dannose. Si impigrisce il sistema linfatico e l’organismo diventa ritenitore di acqua. In una condizione di acidosi metabolica prolungata ogni funzionalità d’organo è compromessa.

Proviamo a misurare il nostro PH urinario con una semplice cartina tornasole alle 11:00 del mattino, più o meno la seconda orina del giorno. Se questa non sarà di un bel colore blu, beh ciò che state leggendo, probabilmente, vi riguarda in prima persona.
Resta però il fatto che l’essere umano deve alimentarsi e che non esistono alternative valide a frutta e verdura.
Non esistono perché ogni cibo sintetico, ancorché virtualmente puro, ha un difetto essenziale da renderlo artefatto ed affettato. Quale? Non ha enzimi, non ha acqua biologica né vibranti flavonoidi, quindi nessuna carica vitale.

La realtà è che tutti gli alimenti confezionati, cotti, sintetizzati, profumati e arlecchinati, risultano ancora più inquinanti e dannosi di quanto ci offra il mondo vegetale e i suoi pesticidi.

Da qui la necessità di cibi biologici che nel nostro paese si stanno oggi imponendo prepotentemente.
Ci sono vivande che subiscono l’inquinamento assai meno di altre. Fichi, kaki, melograni, kiwi, ulivi, mirtilli, noci, nocciole, mandorle, non vengono in genere trattati. Ma per il resto della frutta, degli ortaggi e cereali.

Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare le spocchie culturali di sparuti romantici e idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto il proprio corpo.

Gianmarco Stati 
Farmacologo